Post in evidenza

Calabria: Verbicaro

Filosofia

Maestro d'Arte Visiva «Penso al mio lavoro, come passione e ragion d'essere; perché non faccio il fotografo, sono Fotografo, non faccio l'artista perché sono un Artista.
Come Creativo la mia vita è un viaggio avventuroso in cui, attraverso l'uso del pensiero laterale, ho percorso cambiamenti epocali individuali e sociali, vissuti di volta in volta non come crisi di un passato superato, ma la possibilità di una reinterpretazione rivolta al futuro.


La discontinuità non è mai stata un’interruzione, ma pause estatiche estetiche, sospensioni ricche di significato di suggestioni ed esperienze utili  perché il presente si coniugasse a elementi di ogni tempo - un tempo dilatato e liquido - dove io e il mio lavoro ci muoviamo attraverso la fotografia, l'arte, all'interno della storia dell’arte»

Da quando sono nato, sono stato sempre criticato per la mia lentezza, quando ho seguito gli studi artistici perché contemplativo perché amavo il figurativo; me ne sono fatto persuaso, e fiero di esserlo, ho fatto di queste "criticità" la mia bandiera.

NON VOGLIO DIMOSTRARE, MA SOLO MOSTRARE BELLEZZA CON BELLEZZA, con spirito di servizio, come contributo al miglioramento “dell’estetica e dell’etica del quotidiano”, della qualità della vita, per un mondo migliore.

NE' RICCO NE' FAMOSO MA SOLO UTILE E FELICE, con spirito di servizioho scelto uno stile di vita semplice, semplicità volontaria, sobria ed essenziale; niente sprechi, alimentazione frugale, consapevole e felice di esser vivo; la mia dieta è la greca δίαιτα, dìaita, «modo di vivere», stile di vita consapevole, etico-responsabile ed eco-sostenibile, lento, calmo e paziente per nascita e per scelta, mi muovo al ritmo di Kalipé, l'augurio tibetano - Va con passo lento e corto -artista - 5 sensi + 2 mente e cuore -, filosofo, creativo, ascetico, visionario, contemplativo, lavoro con sguardo lento, viaggio in treno, e vivo praticando l'ozio meditativo e creativo e le pause estatiche estetiche.

Voglio che la mia Arte arrivi a tutti e, come maestro d'arte, mi propongo di insegnare e guidare tutti sulla strada della creatività

L'Artista è un profeta che grida nel deserto, perché si rivolge ad una società materialista, con il linguaggio della bellezza e dello spirito. Ama la Creazione perché se ne sente parte e ad essa si ispira.
Non ho ricette o soluzioni, ma come uomo per gli altri, sento la necessità alla parresia (diritto dovere di dire la verità) comunicando creativo; offrire il mio carisma e i miei talenti come seme sale lievito, auspicando che il mio sguardo di testimone oculare, e la mia opera artistica, possano stimolare una nuova consapevolezza e percezione visiva, contribuendo a migliorare “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.


Similmente a quanto fecero gli impressionisti, che, scoperta la fotografia, ne colsero la capacità di cogliere la realtà fatta di luci ed ombre, superandone precisione ed oggettività; analogamente, in maniera uguale e contraria a quanto fecero Kupka, Kandinsky e Picasso, che iniziarono a trasformare la pittura figurativa, resa ormai obsoleta dalla fotografia, in pittura astratta e cubista, io ho deciso di andare oltre la fotografia, ormai imbastardita dall'uso e abuso da parte di chiunque abbia un cellulare. L'amata  fotografia, fedele amica e compagna di vita per quarant'anni, conosciuta alla fine dei miei studi artistici, iniziata in bianco e nero, trasformata col colore, sopravvissuta alla trasformazione da analogico a digitale, con sofferenza l'ho vista invecchiarsi.
Lo scatto fotografico, cercato con emozione, pensato, studiato nei suoi equilibri formali e cromatici, ha perso di significato, e la bellezza della fotografia è ormai sommersa da un'overdose d'immondizia visuale, e dalla perdita della cultura dell'immagine e del bello. 
Tutto diventa inafferrabile, e sconosciuto, in un'anestesia dello sguardo. 

Con i miei Viaggi d'Artista lungo itinerari e nei luoghi dimenticati dell'Italia, Penisolabella, giardino emozionale diffuso, racconto le mie Visioni d'Artista Figurativo Impressionista, che partono dal presupposto per cui il mondo appare com'è, se guardato con occhi cuore e cervello diversi.

In definitiva, oggi non importa che nei Viaggi in Italia vi sia o non vi sia il Duomo di Milano o il Colosseo, o le architetture e sculture del Borromini; pertanto, occorre piuttosto che il vedere attraverso l’immaginario soggettivo e quello collettivo, si configuri come la costruzione di una propria strada tra gli indefiniti contorni mentali della memoria, attivando nuove strategie di rappresentazione, che tengono conto del mondo esterno e dei mondi interni, dell’osservatore fotografo ed artista visuale.
Così, utilizzando l'opportunità offerta dalla rivoluzione digitale e dai software di elaborazione, ho deciso di utilizzare la mia opera fotografica sinestetica, già contemplativa, reinventandola in forma metasinestetica pittorica, destrutturando l'immagine fotografica e la sua capacità di restituire il reale con precisione, trasformandola in pittura digitale impressionista, fatta di forme, macchie di colore, ombre e luci. 

Venuta l'era di internet, la sola Fotografia, per narrare la realtà vista e vissuta, le emozioni e atmosfere, ha cominciato a starmi stretta, come un bel vestito, ormai vecchio, le sue emozioni non mi bastano più; le mie competenze e la cultura artistica, accumulate col passare degli anni, che stimolavano la mia creatività, stanno strette; tutto, filtrato attraverso la sensibilità informata dalla mia cultura onnivora, richiedono anche altro, e il 2.0 mi permette di mettere in pratica l'immediata condivisione delle tante idee e informazioni, condividendole con tutti.

Analogamente a quanto avvenne a Picasso, cui l'avvento della fotografia lo fece cadere in depressione, al pensiero che vanificasse l'esistenza della pittura, anche per me è arrivato il momento della crisi, quando la fotografia, già poco considerata in Italia, è stata sdoganata come linguaggio e mezzo esclusivo del Fotografo.
Così come Picasso risolse la sfida tra pittura e fotografia, allontanandosi dal realismo di quest'ultima, inventando il cubismo, anch'io, pur fotografo di lungo corso, facendo ricorso alla mia passione giovanile per le tecniche pittoriche e dell'uso dell'acquarello, sfruttando i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia, mi sono allontanato dalla fotografia per tornare alla pittura, usando la scrittura con la luce per dipingere con la luce.
Ho fatto il percorso simile a quello degli Impressionisti sostenuti dal fotografo Nadar e dei Macchiaioli sostenuti dai fotografi Alinari, pittori che svilupparono la propria pittura tra dialogo ed antagonismo con la nuova arte fotografica appena scoperta.

Come loro usarono pennellate e macchie di colore per restituire forme attraverso colori luci e ombre distruggendo la precisione e la nettezza fotografica, anche io sono tornato a trasformare le fotografie in immagini metasinestetiche, macchie di colore con i miei Acquarelli Digitali che partono dal mio buon vecchio scatto fotografico pittorico, rielaborato con la tecnica ad acquarello, non più applicato col pennello sulla carta, ma con uso di software e computer.

Con la bellezza della mia Fotografia artistica e pittura digitale, rendo concrete, con immagini sinestetiche, le esperienze materiali ed immateriali, pensieri e riflessioni, al fine di capire, interpretare e raccontare luoghi e territori, paesaggi sensibili - urbani, antropizzati, rurali, naturali -, vita quotidiana, atmosfere, genius loci dell'Italia degli itinerari dimenticati, minore con la M maiuscola, grande giardino emozionale diffusodove stanno, come ospiti clandestini, le antiche architetture popolari, le piazze, alberi, lampioni e panchine, a cui nessuno fa più caso.


Racconto l'Italia, il mio paese che amo, consapevole del fatto che, purtroppo, non potrò fare e vedere tutto ciò che vorrei, ma che almeno, grazie ai mezzi tecnologici, a internet, ai miei blog, posso lasciare e tramandare ciò che vedo, faccio e penso.

Racconto con l'arte visiva, rappresentazione del mondo esteriore filtrato col mio mondo interiore d'artista. 
Da quando abbandonai la pittura per la fotografa, per quarant'anni, ho aspirato a tornare al mio amato acquarello. 
In più, la fotografia digitale, i cellulari e i social, hanno nuociuto alla fotografia, facendole perdere  la dignità e il suo fascino misterico; la sovraesposizione, mai termine fu più adatto al tema, ha impoverito l'attenzione del pubblico per la bella fotografia e imbastardito la cultura estetica. 

La mia creatività è frutto della profondità e ricchezza del mio mondo spirituale, dalla mia fame di cultura e bellezza, secondo un piano che deriva dal karma della mia epoca, nella quale l'umanità, per non alienarsi, ha bisogno di riscoprire il sacro e l'Arte per sua natura ne è tramite.



Auspico che il mio sguardo di testimone oculare, possa stimolare una nuova consapevolezza e percezione visiva, contribuendo a pensare per immagini migliorando “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.

Parole chiave per comprendere il mio lavoro sono: valorizzazione dell'identità materiale ed immateriale dei territori, città e campagna, paesaggi.

Essere Artista 2.0 è per me impegno nel raccontare la bellezza, condividendo ed interagendo col mio pubblico di estimatori 

Artista 2.0 non è solo un sostantivo ma sostanza di un progetto con il quale, usando la potenza dell'online, promuovo e diffondo la mia arte e la rendo disponibile per mostre senza che artista ed opere si muovano fisicamente, attraverso la collaborazione di un network di gallerie, collezionisti e sponsor interessati.


Le mie opere Fine Art sono rese disponibili a collezionisti e gallerie di tutto il mondo, con un'unica clausola: non pago quote di partecipazione a mostre e fiere, in quanto, non avendo datori di lavoro o mecenatilavoro non profit nell'ottica dell'Art Sharing; sostenendomi con la vendita delle mie opere, pagando tutte le spese relative ai miei progetti, mi affidando a tutti coloro che, apprezzando il mio lavoro, vogliano far parte dei miei Amici.



Le mie opere d'arte sono esposte online H24, sui miei blog giuseppecocco e penisolabella, diffuse in maniera virale sui social network: Twitter - Facebook - Google + - Pinterest - Instagram.


Il mio lavoro artistico visuale, si diffonde online all'infinito - spazio temporale - grazie allvendita delle mie opere Fine Art e/o stampate su Ogettistica, vendute e stampate online, consegnate a domicilio, sulle gallerie online nel numero, nel formato e nella finitura preferite ed in base alle proprie disponibilità finanziarie

clicca sul logo

clicca sul logo

clicca sul logo



dei miei Libri d'Artista - Carnet de Voyage


 cliccate sul logo per andare al'indice sul sito editoriale

Come era solito fare Joseph Mallord William Turner, al quale il cui mio lavoro artistico somiglia per temi e tecnica, d'abitudine lavoro sei mesi all’aria aperta durante la bella stagione e in inverno mi chiudo nel mio studio per rielaborare pittoricamente i ricordi di ciò che ho visto e ripreso fotograficamente dal vivo.

Lavoro con l'arte nella convinzione che la comunicazione, rivesta un ruolo di cittadinanza attiva e di impegno politico e sociale, inducendo a meditare e riflettere, arricchire mente e spirito, evitando l’imbarbarimento di singoli e società; contribuendo a migliorare “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.

Non appongo solo una firma di prestigio, ma mi coinvolgo col mio stile espressivo, il linguaggio interpretativo, denso di soggettività. Il mio lavoro non consiste in una riproduzione pedissequa, né in una documentazione rigorosa, quanto piuttosto, in un libero tentativo di attraversamento di un'esperienza problematica e senz'altro critica della vita vissuta e delle trasformazioni sociali ed antropologiche; una testimonianza visiva con cui provare a comporre uno stato delle cose, un'esperienza diretta dei luoghi, affidata a una libera e personale interpretazione.

Quando iniziai la mia avventura fotografica, mi ispirai al lavoro di documentarista di Folco Quilici.

Erano i tempi dell'analogico e per dieci anni mi dedicai alla fotografia artistica in bianco e nero. Poi, incontrai Ermanno Olmi che , apprezzando molto il mio lavoro, mi disse "son certo che se ti approcciassi ai tuoi soggetti con il colore, sapresti fare dei bei lavori". 

Il mio percorso artistico inizia negli anni settanta, con la preparazione pittorica ed architettonica ottenuta con la frequentazione del liceo artistico, durante la quale venivo accusato di essere troppo contemplativo, perché si riteneva che l'arte dovesse essere astrazione; così, prima ancora di finire il percorso scolastico, cominciai a fare il fotografo, e continuai ad esserlo per quarant'anni ed oltre, contemplando ed emozionandomi davanti ad architetture e paesaggi, soprattutto italiani e del sud Italia, illuminato dal sole e scaldato dalla luce e dall'ospitalità della gente.

Poi arrivò la rivoluzione tecnologica digitale, degli apparecchi fotografici dei computer e dei software di manipolazione, di internet; mi sono subito ambientato e ho potuto realizzare la sintesi espressiva di tutte le mie esperienze artistiche con l'uso di tutti i miei "difetti". 

Artista 2.0 posso contare su un'arma comunicativa in più: l'immagine che vale più di mille parole; l'immagine è strumento di comunicazione universale, in grado di coinvolgere tutti ed ognuno, con la sua sintesi e immediatezza; attraverso la sua forza evocativa, la potenza testimoniale, supportate da un linguaggio esteticamente “accattivante”, largamente comprensibile.
Meglio delle parole, le immagini, creano icone emozionali, in grado di coinvolgere, divulgare, sensibilizzare, creare opinione pubblica, e rafforzare il brand nell'immaginario collettivo, rappresentando uno strumento molto potente.

Fin da ragazzo sono stato abituato ad impegnarmi direttamente per rendermi utile alle cause che sceglievo di combattere; la scelta dell'impegno politico e di cittadinanza attiva, si concretizzò con l'uso della Fotografia, per narrare bellezza, visioni, pensieri, riflessioni, proposte.

Borzone de Signorio Sabelli da parte di madre, provengo da una famiglia nella quale ho antenati illustri tra i quali, oltre a 5 Papi ed 11 Cardinali, i pittori Luciano Borzone (Genova 1590-1645) e i figli e allievi Giovanni Battista BorzoneCarlo Borzone e Giovanni Francesco Maria Borzone (Genova 1625-1679), pittore e ad astronomo chiamato in Francia nel 1656 ad affrescare il castello di Vincennes (Lagrange); lo zio Luigi Ottavio Borzone de Signorio Sabelli; mentre, da parte di padre, Mimmo Rotella. Naturalmente il mio bagaglio culturale artistico è intriso di arte italiana, e non solo. Mi ritrovo nei vedutisti, in pittura macchiaioli, Segantini, Canaletto, Boldini, Bernardo Bellotto, Guardi, Joseph Mallord William Turner; ma anche negli acquarellisti Ettore Roesler Franz, lo stesso Goethe e il più recente Aldo Riso; per il disegno e la grafica Durer, Piranesi

Tra i fotografi, certamente rientro nel solco dei fotografi di architettura e paesaggio, alcuni dei quali coetanei contemporanei e "concorrenti", Gabriele Basilico, Mimmo Jodice e Luigi Ghirri; mentre per la fotografia rurale ed antropologica, l'amico Mario Cresci.



Mi piace il concetto di Permacultura è cultura della cittadinanza attiva, che si sviluppa dall'individuo alla comunità sociale in maniera virale attraverso la testimonianza di un vivere etico e sostenibile, per cerchi concentrici come le onde provocate da un sasso lanciato nello stagno.
Le strategie "dal basso verso l'alto" più rilevanti partono dall'individuo e si sviluppano attraverso l'esempio e l'emulazione fino a generare cambiamenti di massa. 
Pertanto, la permacultura non ha come obiettivo principale quello di far pressione su governo e istituzioni per cambiare la politica, ma quello di permettere a individui, famiglie e comunità locali di accentuare la propria autosufficienza ed autoregolazione. 
Tale approccio si basa sulla consapevolezza che una parte degli individui e quindi della società è pronta, disponibile e in grado di cambiare il proprio comportamento, se crede che ciò sia possibile e rilevante. 
Questa minoranza, socialmente ed ecologicamente motivata, rappresenta la chiave di volta di un cambiamento su larga scala.

Ogni uomo è una cometa, appare sulla terra per un breve periodo, l'importante è lasciare dietro di sé una scia di luce, e questo cerchiamo di fare noi artisti con le nostre opere.


Contattatemi per maggiori informazioni

Whatsapp: +39 348.2249595


Commenti