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Filosofia

Le mie Visioni d'Artista partono dal presupposto per cui il mondo appare com'è, se guardato con occhi cuore e cervello diversi.

L'Artista è un profeta che grida nel deserto, perché si rivolge ad una società materialista, con il linguaggio della bellezza e dello spirito. Ama la Creazione perché se ne sente parte e ad essa si ispira.
Non ho ricette o soluzioni, ma come uomo per gli altri, sento la necessità alla parresia (diritto dovere di dire la verità) comunicando creativo; offrire il mio carisma e i miei talenti come seme sale lievito, auspicando che il mio sguardo di testimone oculare, e la mia opera artistica, possano stimolare una nuova consapevolezza e percezione visiva, contribuendo a migliorare “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.
Servitore della bellezza, con la mia Fotografia artistica e successiva trasformazione pittorica, nella tradizione artistica italiana che ricorda lo stile dei Macchiaioli, rendo concrete, con immagini sinestetiche, le esperienze materiali ed immateriali, pensieri e riflessioni, al fine di capire, interpretare e raccontare luoghi e territori, paesaggi sensibili - urbani, antropizzati, rurali, naturali -, vita quotidiana, atmosfere, genius loci dell'Italia minore con la M maiuscola, grande giardino emozionale diffusodove stanno ospiti clandestini, le antiche architetture popolari e nelle piazze, alberi, lampioni e panchine a cui nessuno fa più caso.

L'arte è la rappresentazione del mondo esteriore filtrato col mondo interiore dell'artista, quindi, la mia arte non poteva essere solo fotografica. 
Da quando abbandonai la pittura per la fotografa, per quarant'anni, ho aspirato a tornare al mio amato acquarello. 
In più, la fotografia digitale, i cellulari e i social, hanno nuociuto alla fotografia, facendole perdere  la dignità e il suo fascino misterico; la sovraesposizione, mai termine fu più adatto al tema, ha impoverito l'attenzione del pubblico e imbastardito la cultura estetica. 

Così, in maniera uguale e contraria a quanto fece Picasso, che, scoperta la fotografia, superò il suicidio con l'invenzione del cubismo, in quanto la fotografia annullava e superava la pittura, io, utilizzando l'opportunità offerta dalla rivoluzione digitale e dai software di elaborazione, utilizzo la mia opera fotografica, già contemplativa, reinventandola in forma pittorica

La fotografia d'architettura – di documentazione e ricerca – occupa una gran parte della mia attività e viene utilizzata nei miei progetti pittorici, a supporto del lavoro di narrazione dell’identità territoriale e di percorsi di messa in rete di potenzialità territoriali. 
Parole chiave per comprendere il mio lavoro sono: valorizzazione urbana e territoriale, città, paesaggio, comunità, identità, storia, memoria.

La fotografia, per me, deve essere strumento di conoscenza e stimolo allo sviluppo sociale e territoriale.

Essere Artista 2.0 è per me impegno nel raccontare la bellezza, condividendo ed interagendo col mio pubblico di estimatori.  

Il creativo trae i motivi del suo agire dalle profondità e ricchezza del mondo spirituale, secondo un piano che deriva dal karma dell’umanità nel corso delle epoche. 
In ogni caso, l'Artista ha presente che l'umanità, per non alienarsi (andare fuori di testa), ha bisogno di riscoprire il sacro e l'Arte per sua natura ne è tramite.

Sono un #destinationblogger, realizzo un tipo di blog attraverso i quali racconto luoghi con gli occhi di chi ci vive, di chi ha tempo di gustare con lentezza i posti, conosce i piccoli segreti e sa ciò che spesso i travel blogger non hanno il tempo di approfondire. L’autore di un destination blog sa semplicemente un sacco di cose e, quando non sa, sa comunque a chi di autorevole chiedere. A passo lento condivide luoghi, tradizioni, cucina, eventi.

Auspico che il mio sguardo di testimone oculare, possa stimolare una nuova consapevolezza e percezione visiva, contribuendo a pensare per immagini migliorando “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.

Artista 2.0 non è solo un sostantivo ma sostanza di un progetto con il quale, usando la potenza dell'online, promuovo e diffondo la mia arte e la rendo disponibile per mostre senza che artista ed opere si muovano fisicamente, attraverso la collaborazione di un network di gallerie, collezionisti e sponsor interessati.


Le mie opere Fine Art sono rese disponibili a collezionisti e gallerie di tutto il mondo, con un'unica clausola: non pago quote di partecipazione a mostre e fiere, in quanto, non avendo datori di lavoro o mecenatilavoro non profit nell'ottica dell'Art Sharing; sostenendomi con la vendita delle mie opere, pagando tutte le spese relative ai miei progetti, mi affidando a tutti coloro che, apprezzando il mio lavoro, vogliano far parte dei miei Amici.



Le mie opere d'arte sono esposte online H24, sui miei blog giuseppecocco e penisolabella, diffuse in maniera virale sui social network -: Twitter - Facebook - Google + - Pinterest - Instagram.


Vendute e stampate online, consegnate a domicilio, chiunque può acquistare le mie opere sulle gallerie online nel numero nel formato e nella finitura che preferisce ed in base alle proprie disponibilità finanziarie, collezionarle e/o rivenderle al prezzo che desidera 

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La mia filosofia di vita è vivere con poco, l'essenziale,  niente sprechi, alimentazione frugale, consapevole e felice di esser vivo; adotto la dieta - dal greco δίαιτα, dìaita, «modo di vivere» -, stile di vita consapevole, etico-responsabile ed eco-sostenibile, lento: 5 sensi + 2 mente e cuore; artista, filosofo, creativo, ascetico, visionario, contemplativo, lento, calmo e paziente per nascita e per scelta lavoro con sguardo lento, viaggio in treno bus e a piedi, e vivo praticando l'ozio meditativo e creativo e le pause estatiche estetiche.

Ho rottamato l'automobile per rallentare i miei spostamenti, camminare e raccontare l'Italia vivendo ciò che mi circonda.
Con la voglia di conoscere, pensare, fare e testimoniare; consapevole anche del fatto che, purtroppo, non potrò fare tutto ciò in eterno, ma che almeno, grazie ai mezzi tecnologici, a internet, ai miei blog, posso lasciare e tramandare ciò che faccio e penso.

Come era solito fare Joseph Mallord William Turner, al quale il cui mio lavoro artistico somiglia per temi e tecnica, d'abitudine lavoro sei mesi all’aria aperta durante la bella stagione e in inverno mi chiudo nel mio studio per rielaborare pittoricamente i ricordi di ciò che ho visto e ripreso fotograficamente dal vivo.

NE' RICCO NE' FAMOSO MA SOLO UTILE E FELICE, lavoro d'arte nella convinzione che la comunicazione, rivesta un ruolo di cittadinanza attiva e di impegno politico e sociale, inducendo a meditare e riflettere, arricchire mente e spirito, evitando l’imbarbarimento di singoli e società; contribuendo a migliorare “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.

Non avendo datori di lavoro o mecenatilavoro non profit nell'ottica della Sharing Economy, sostenendomi con la vendita delle mie opere sostenendo tutte le spese relative ai miei progetti, affidandomi a tutti coloro che vogliano prestarsi, apprezzando il mio lavoro, entrando a far parte dei miei Amici, ospitandomi per residenze e/o acquistando le mie opere sulle gallerie online

Non appongo solo una firma di prestigio, ma mi coinvolgo col mio stile espressivo, il linguaggio interpretativo, denso di soggettività. Il mio lavoro non consiste in una riproduzione pedissequa, né in una documentazione rigorosa, quanto piuttosto, in un libero tentativo di attraversamento di un'esperienza problematica e senz'altro critica della vita vissuta e delle trasformazioni sociali ed antropologiche; una testimonianza visiva con cui provare a comporre uno stato delle cose, un'esperienza diretta dei luoghi, affidata a una libera e personale interpretazione.

Quando iniziai la mia avventura fotografica, mi ispirai al lavoro di documentarista di Folco Quilici.

Erano i tempi dell'analogico e per dieci anni mi dedicai alla fotografia artistica in bianco e nero. Poi, incontrai Ermanno Olmi che , apprezzando molto il mio lavoro, mi disse "son certo che se ti approcciassi ai tuoi soggetti con il colore, sapresti fare dei bei lavori". 

Il mio percorso artistico inizia negli anni settanta, con la preparazione pittorica ed architettonica ottenuta con la frequentazione del liceo artistico, durante la quale venivo accusato di essere troppo contemplativo, perché si riteneva che l'arte dovesse essere astrazione; così, prima ancora di finire il percorso scolastico, cominciai a fare il fotografo, e continuai ad esserlo per quarant'anni ed oltre, contemplando ed emozionandomi davanti ad architetture e paesaggi, soprattutto italiani e del sud Italia, illuminato dal sole e scaldato dalla luce e dall'ospitalità della gente.

Poi arrivò la rivoluzione tecnologica digitale, degli apparecchi fotografici dei computer e dei software di manipolazione, di internet; mi sono subito ambientato e ho potuto realizzare la sintesi espressiva di tutte le mie esperienze artistiche con l'uso di tutti i miei "difetti". 

Venne l'era di internet e la Fotografia da sola, per narrare la realtà vista e vissuta, emozioni e atmosfere, non bastava più; le mie competenze accumulate col passare degli anni, che stimolavano la mia creatività; tutto filtrato attraverso la sensibilità informata dalla mia cultura onnivora richiedevano anche altro e il 2.0 mi permetteva di mettere in pratica l'immediata condivisione delle tante idee e informazioni, condividendole con tutti.

Analogamente a quanto avvenne a Picasso, cui l'avvento della fotografia lo fece cadere in depressione, al pensiero che vanificasse l'esistenza della pittura, anche per me è arrivato il momento della crisi, quando la fotografia, già poco considerata in Italia, è stata sdoganata come linguaggio e mezzo esclusivo del Fotografo.
Così come Picasso risolse la sfida tra pittura e fotografia, allontanandosi dal realismo di quest'ultima, inventando il cubismo, anch'io, pur fotografo di lungo corso, facendo ricorso alla mia passione giovanile per le tecniche pittoriche e dell'uso dell'acquarello, sfruttando i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia, mi sono allontanato dalla fotografia per tornare alla pittura, usando la scrittura con la luce per dipingere con la luce.
Ho fatto il percorso simile a quello degli Impressionisti sostenuti dal fotografo Nadar e dei Macchiaioli sostenuti dai fotografi Alinari, pittori che svilupparono la propria pittura tra dialogo ed antagonismo con la nuova arte fotografica appena scoperta.
Come loro usarono pennellate e macchie di colore per restituire forme attraverso colori luci e ombre distruggendo la precisione e la nettezza fotografica, anche io sono tornato a trasformare le fotografie in macchie di colore con i miei Acquarelli Digitali che partono dal mio buon vecchio scatto fotografico pittorico, rielaborato con la tecnica ad acquarello, non più applicato col pennello sulla carta, ma con uso di software e computer.

La grande informazione, e quella visiva soprattutto, crede di portare il mondo in casa, mentre in effetti aumenta la distanza che ci separa dall’esistente. 
Lavora sullo spettacolo, il lontano che diventa vicino e il vicino, reso in modo spettacolare, sembra sempre più lontano. 
Tutto diventa inafferrabile, e sconosciuto, un'anestesia dello sguardo. 
In definitiva non importa che nei Viaggi in Italia vi sia o non vi sia il Duomo di Milano o il Colosseo, o le architetture del Borromini, occorre, piuttosto, che il vedere attraversi l’immaginario soggettivo e quello collettivo, costruendo una propria strada tra gli indefiniti contorni mentali della memoria, che attivi nuove strategie di rappresentazione, che tengono conto del mondo esterno e dei mondi interni, del fotografo e dell’osservatore.

Artista 2.0 posso contare su un'arma comunicativa in più: l'immagine che vale più di mille parole; l'immagine è strumento di comunicazione universale, in grado di coinvolgere tutti ed ognuno, con la sua sintesi e immediatezza; attraverso la sua forza evocativa, la potenza testimoniale, supportate da un linguaggio esteticamente “accattivante”, largamente comprensibile.
Meglio delle parole, le immagini, creano icone emozionali, in grado di coinvolgere, divulgare, sensibilizzare, creare opinione pubblica, e rafforzare il brand nell'immaginario collettivo, rappresentando uno strumento molto potente.

Fin da ragazzo sono stato abituato ad impegnarmi direttamente per rendermi utile alle cause che sceglievo di combattere; la scelta dell'impegno politico e di cittadinanza attiva, si concretizzò con l'uso della Fotografia, per narrare bellezza, visioni, pensieri, riflessioni, proposte.

Borzone de Signorio Sabelli da parte di madre, provengo da una famiglia nella quale ho antenati illustri tra i quali, oltre a 5 Papi ed 11 Cardinali, i pittori Luciano Borzone (Genova 1590-1645) e i figli e allievi Giovanni Battista BorzoneCarlo Borzone e Giovanni Francesco Maria Borzone (Genova 1625-1679), pittore e ad astronomo chiamato in Francia nel 1656 ad affrescare il castello di Vincennes (Lagrange); lo zio Luigi Ottavio Borzone de Signorio Sabelli; mentre, da parte di padre, Mimmo Rotella. Naturalmente il mio bagaglio culturale artistico è intriso di arte italiana, e non solo. Mi ritrovo nei vedutisti, in pittura macchiaioli, Segantini, Canaletto, Boldini, Bernardo Bellotto, Guardi, Joseph Mallord William Turner; ma anche negli acquarellisti Ettore Roesler Franz, lo stesso Goethe e il più recente Aldo Riso; per il disegno e la grafica Durer, Piranesi

Tra i fotografi, certamente rientro nel solco dei fotografi di architettura e paesaggio, alcuni dei quali coetanei contemporanei e "concorrenti", Gabriele Basilico, Mimmo Jodice e Luigi Ghirri; mentre per la fotografia rurale ed antropologica, l'amico Mario Cresci.



Mi piace il concetto di Permacultura è cultura della cittadinanza attiva, che si sviluppa dall'individuo alla comunità sociale in maniera virale attraverso la testimonianza di un vivere etico e sostenibile, per cerchi concentrici come le onde provocate da un sasso lanciato nello stagno.
Le strategie "dal basso verso l'alto" più rilevanti partono dall'individuo e si sviluppano attraverso l'esempio e l'emulazione fino a generare cambiamenti di massa. 
Pertanto, la permacultura non ha come obiettivo principale quello di far pressione su governo e istituzioni per cambiare la politica, ma quello di permettere a individui, famiglie e comunità locali di accentuare la propria autosufficienza ed autoregolazione. 
Tale approccio si basa sulla consapevolezza che una parte degli individui e quindi della società è pronta, disponibile e in grado di cambiare il proprio comportamento, se crede che ciò sia possibile e rilevante. 
Questa minoranza, socialmente ed ecologicamente motivata, rappresenta la chiave di volta di un cambiamento su larga scala.

Ogni uomo è una cometa, appare sulla terra per un breve periodo, l'importante è lasciare dietro di sé una scia di luce, e questo cerchiamo di fare noi artisti con le nostre opere.


Contattatemi per maggiori informazioni

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