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Abruzzo: Teramo


Teramo è un comune italiano di 54.884 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Abruzzo. Teramo è situata nella parte settentrionale dell'Abruzzo, nella Val Tordino, in una zona collinare sotto le pendici del Gran Sasso, che digrada verso la costa con una ricca vegetazione di vigneti e oliveti.
La città ha un aspetto pulito ordinato luminoso, a partire dagli edifici e dalla disposizione urbanistica della rete stradale. 
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La vita si svolge in un'atmosfera serena, il corso principale, quello dei negozi, pedonale, dove si svolge lo "struscio"; il pomeriggio si anima di famigliole con bambini, giovani coppie, ragazzi dalle acconciature improbabili, madri con carrozzine, biciclette.


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Poi si sbocca nella piazza dove prospetta il retro della Cattedrale (Assunta e San Bernardo) col suo campanile, il pomeriggio si anima di folla che passeggia, bambini che girano su una giostra dalle forme antiche, accanto ai portici sotto i quali gente seduta ai tavolini di eleganti bar discorrono sorseggiando caffè e aperitivi





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Mi dirigo verso la stazione ferroviaria dal centro storico, procedendo di corso in corso; passato davanti alla Cattedrale, mi infilo in corso Cerulli che si restringe, più antico ma più suggestivo, fiancheggiato da bei palazzi, alcuni anche con rimanenze medievali; qualche passo e, in un vicoletto a sinistra una bicicletta attira la mia attenzione, poi sul fondo, la piccola facciata della chiesetta intitolata a Santa Caterina, sormontata da un campaniletto a vela completo di campanella.


Continuo per il corso Cerulli fino ad un suggestivo slargo su cui prospetta un portico di imitazione medioevale, Portico Savini, accanto alla chiesa di San Francesco.


Il corso cambia nome diventando De Michelli, fino a raggiungere la Porta Reale, detta dai teramani Porta Madonna, per via della piazza su cui prospetta. Qui è stato posizionato l'eroe dei due mondi, al centro della rotonda, con la spada sguainata, Garibaldi recuperato nel 2010 dai fondaci comunali.



Dintorno alla stazione, sul lato opposto costruzioni residenziali e industriali; il tutto circondato da colline verdi a coltivi.


Dalla piazza, ultimo avamposto sulla collina su cui è edificato il centro storico, inizio a scendere fino al bianco ponte San Ferdinando in fondo al quale vedo la Stazione ferroviaria.
Arrivo davanti all'edificio elegante dalla facciata rossa e gialla, appena restaurata che prospetta su una strada trafficatissima ed è antistante ad una piazzetta con la quale vorrebbe ritagliarsi un angolo di pace, con un baretto e un punto di raccolta di bici a noleggio, reso improbabile da un parcheggio scomposto, che soffoca la piccola isola verde con una delle ultime cabine telefoniche all'ombra di una palma. 
L'edificio della stazione è di stile differente da quelli "classici" ferroviari; rispecchia quello dell'epoca umbertina, è costituito da un corpo centrale a due elevazioni con tetto di forma vagamente romanica affiancato da due corpi laterali ad una elevazione.


A dispetto di una certa maestosità nonostante si tratti di una stazione piuttosto piccola, appena varcata la porta d'ingresso mostra tutta la sua modestia: piccola la sala d'aspetto, solo biglietteria automatica, due macchinette, ambedue guaste. 

Venne costruita all'inizio degli anni 80 del XIX secolo in una zona periferica della città. Dopo un lungo iter burocratico e tecnico fu inaugurata nel 1884. Costruita come stazione passante, perché si prevedeva la prosecuzione della linea fino a collegarsi all'Aquila, ma il progetto rimase sulla carta e ciò ne provocò il declassamento. Dopo essere stata per molto tempo a rischio di chiusura è divenuta oggetto di un progetto regionale di prolungamento dei binari, fino al centro urbano, nell'ottica di un servizio ferroviario metropolitano.


I binari in esercizio in numero di 3, tutti tronchi, in passato erano comunicanti verso un unico binario tronco di uscita; tale configurazione rispettava quella del progetto originario che prevedeva la prosecuzione della linea. 


Quello utilizzato normalmente è il 1º binario dotato di una classica pensilina in ferro con colonne portanti in ghisa con capitello corinzio. Tutto lindo, pochi i viaggiatori, sulle panchine seduti in attesa del tempo che passa, alcuni extracomunitari di colore. 


La stazione di Teramo è scalo di origine della ferrovia Teramo-Giulianova; infatti qui prenderò il treno che mi porterà sulla costa adriatica, fino a Pescara, per Roma. Ma questa è un'altra storia.

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Teramo 265 m slm capoluogo dell'omonima provincia abruzzese, è l’Interamna dei romani che la chiamarono così per la sua collocazione tra due fiumi. Situata nella parte settentrionale dell'Abruzzo, nella Val Tordino, in una zona collinare sotto le pendici del Gran Sasso, che digrada verso la costa con una ricca vegetazione di vigneti e oliveti.
La città ha un aspetto pulito ordinato luminoso, a partire dagli edifici e dalla disposizione urbanistica della rete stradale. 
Nel piccolo centro storico, le strette vie della parte vecchia, i merli ghibellini della facciata della Cattedrale, un segno del potere temporale del principe vescovo, e qualche altra rimanenza d’antico spessore qui e là, inducono suggestioni storiche in un contesto prevalentemente moderno. 
Le principali evidenze storiche sono ambedue al centro della città vecchia, la Cattedrale e il prospiciente Anfiteatro e Teatro Romano.
La Cattedrale venne eretta nel secolo XI; sulla facciata, coronata da merli, grandioso portale di Diodato Romano (1332), ornato da mosaici e statue, con alto timpano che include il rosone; sul lato destro, il campanile con ciotole maiolicate e cuspide del 1493 di Antonio da Lodi. All’interno un vero tesoro è l’altare maggiore col suo preziosissimo paliotto in argento di Iacobello del Fiore (1450). 
Usciti dalla Cattedrale, subito sulla destra l’Anfiteatro di età imperiale di cui rimangono pochi resti sul fianco sinistro della Cattedrale e il Teatro Romano risalente al secolo I a.C. visibile da largo Anfiteatro.
A fronte della Cattedrale si sviluppa il centro storico antico, mentre alle sue spalle si è sviluppata la parte più moderna.

Gastronomia e vini

La cucina teramana conserva elementi della tradizione contadina e annovera tra i piatti tipici le “scripelle ‘mbusse” (sottili frittatine arrotolate e servite in brodo), il timballo di “scripelle”, i ravioli ripieni di ricotta con zucchero e cannella, i “papicci” (tagliolini sottili al sugo di pomodoro), la “’ndocca ‘ndocca” (zuppa di cotenne di maiale), la “pastuccia” (stufato di polenta con salsicce, uova e pecorino grattugiato), il tacchino alla canzanese (in gelatina), le triglie ripiene, i calamaretti agli scampi (calamari imbottiti con una farcia di scampi mescolati a pane grattugiato, aglio, olio e prezzemolo), la capra alla neretese, il pollo alla Franceschiello (cucinato a spezzatino con aromi, olive bianche e sott’aceti).
Dolci:pampetruzio”, dolce del Gran Sasso, “calgionetti” con farina di castagne.
Quanto a vini, si producono nella provincia i due DOC Montepulciano d’Abruzzo (rosso, anche nel tipo Cerasuolo) e Trebbiano d’Abruzzo (bianco).
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TERAMO
Regione: Abruzzo
Provincia: Teramo
Altitudine: 265 m slm
Superficie: 152.84 km quadrati
Abitanti: 54.884
Nome abitanti: Teramani
Patrono: San Bernardo vescovo




Come sono arrivato

Treno: Roma-Pescara - tempo percorrenza: 05:07 - costo: € 12,80
Treno: Pescara-Teramo - tempo percorrenza: 00:59 - costo: € 4,80

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