Post in evidenza

Ricordo del viaggio in Albania del 1992

Foto Grand Tour - Verbicaro



Verbicaro, il medioevale Vervicarium (da vervex = montone), è paese agricolo di collina, a 428 metri d’altezza, 2 903 abitanti della provincia di Cosenza; borgo interno della Riviera dei Cedri, facente parte del Parco nazionale del Pollino.
Alcuni storici identificano Verbicaro con l'Aprustum dei Bruzi o con Vergae. Il nome del paese è di origine incerta: da Vernicaio, così denominato per la chiarezza dell'aria,"a vernante aere dictum", a Bernicaro e Berbicaro, in dialetto calabrese Vruvëcàrë (Vruvicaru), che potrebbe significare luogo di pastori, dal latino "berbicarius", pecoraio o per la derivazione etimologica dal latino vervex, pecora. 

La denominazione di Verbicaro, quindi, potrebbe essere derivata dai luoghi dove il borgo sorse, brulli, impervi e selvosi, abitati e frequentati da pastori.

Percorrendo la Tirrenica SS 18 verso sud, provenendo da Scalea, dopo 17.5 km, si trova la svolta a sinistra sulla via Paestum che si percorre in un paesaggio collinare, con alcuni chilometri di svolte, fino a vedere dall’alto il paese di Verbicaro alla base di una scenografica corona di monti del Pollino: più in basso dolcemente collinari e verdeggianti a prato, più in alto brulli e rocciosi dalle cime arrotondate. 
Mi fermo, per godere il paesaggio e scattare qualche foto al paese che si estende lungo un pendio, scivolando con la zona moderna di palazzine che si innalzano le une vicino alle altre, come canne d’organo, che prepotenti si impongono allo sguardo, quasi spingendo giù le case aggrumate del centro storico che resistono stringendosi l’un l’altra.

Un incubo di cemento, una violenta ferita nella bellezza ambientale e paesaggistica che sta attorno.
Il centro storico è preceduto e nascosto da palazzoni e abusivismi di ogni genere che fa pensare al caso non peregrino visto il territorio idrogeologicamente a rischio, di frane o terremoti, che provocherebbero crolli e vittime, per la precarietà costruttiva e le palesi violazioni delle norme.
Lo stesso centro storico è piuttosto malconcio e trasandato, se pur pittoresco.



Ripartito, incomincio a discendere rapidamente, facendo ingresso a Verbicaro, tra due ali di palazzine.
Un incubo di cemento, una violenta ferita nella bellezza ambientale e paesaggistica che circonda il paese.
Il centro storico è preceduto e nascosto da palazzoni e abusivismi di ogni genere che fa pensare al problema visibile sul territorio idrogeologicamente a rischio, di frane e/o terremoti, che provocherebbero crolli e vittime, per la precarietà costruttiva e le palesi violazioni delle norme.
Lo stesso centro storico è piuttosto malconcio e trasandato, se pur pittoresco.

Parcheggiata l’auto in piazza Gesù Maestro dove si svolge il mercato, ci si avvia a piedi lungo Via Piave, l’arteria principale che porta, finendoci dentro, alla parte antica del paese, sorta a partire dall’XI secolo, costituita da un primo nucleo di abitazioni erette nei pressi dell'attuale rione Bonifanti, con resti delle mura difensive che trattengono gli edifici stretti tra loro, lasciando spazio solo a vicoli ristretti tra una casa e l’altra, così stretti e addossati che perfino la Parrocchiale intitolata all’Assunta, ha la facciata prospiciente su un vicolo tagliato come una fenditura che la divide a poco più di un metro dall’edificio di fronte. 

Il centro storico, ormai parzialmente disabitato, costituisce per la sua configurazione caratteristica, topografica ed urbanistica, il primo e più significativo documento storico relativamente all'origine ed alla ragione stessa del paese. 
In rapporto alla sua configurazione topografica ne deriva che Verbicaro sia sorto come "castello" che si estendeva dal palazzo antico baronale - che conserva ancora il nome di Castello - sino a Bonifanti
Si vedono ancora le strutture di un paese rifugio: mura di difesa con tre porte d'accesso all'abitato. 
Le case sono tutte di un solo vano, addossate le une alle altre e edificate a difesa e protezione. 
Si può ritenere che il primo nucleo abitato sia sorto in funzione difensiva, quando in epoca medievale, le popolazioni rivierasche, per scampare alla malaria e alla violenza delle incursioni piratesche e dei Saraceni, erano costrette a ritirarsi nel retroterra, in luoghi alti ed impervi, più sicuri e più adatti alla difesa. 
Il borgo, ristretto alle origini tra i naturali contrafforti rocciosi e i muraglioni protettivi di cinta, iniziò gradualmente a espandersi con il crescere della popolazione, diramandosi in agglomerati rionali di case nella campagna circostante. 
Il paese si sviluppò da questo nucleo fino a raggiungere le dimensioni attuali.
Oltre a tutto il Centro Storico, di interesse storico-architettonico la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa dell'Assunta, la Cappella della Madonna della Neve con i  suoi affreschi Bizantini, il Santuario di San Francesco di Paola, la Fontana Vecchia, il Monumento ai Caduti

Verbicaro è uno dei comuni calabresi aderenti all'associazione nazionale Città del Vino, infatti  insieme a Grisolia, Orsomarso, Santa Domenica Talao e Santa Maria del Cedro, sono i centri della provincia di Cosenza dove si produce il famoso Verbicaro, l'unico vino della Riviera dei Cedri a vantare l'etichetta Doc; già noto e apprezzato al tempo dei greci e dei romani, decantato da Plinio e Strabone.
In epoca successiva, il suo vino fu denominato Chiarello e fu molto apprezzato da Papa Paolo III che ne divenne un amatore, dopo averlo conosciuto mediante Sante Lancerio, suo bottigliere personale.

Ricca è la sua gastronomia a base di prodotti semplici della tradizione montanara.
Il Comune di Verbicaro è gemellato con il comune tedesco Oberstenfeld e ligure di Taggia

COME ARRIVARE A VERBICARO

In auto

Da nord:
Autostrada del Sole A3 Salerno-Reggio Calabria; uscita Lagonegro Nord; S.S. Fondo Valle del Noce; S.S. 18; bivio Marcellina; Strada Provinciale fino a Verbicaro

Da Sud:
Autostrada del Sole A3 Salerno-Reggio Calabria; uscita Falerna; S.S. 18; bivio S.Maria del Cedro o Marcellina; Strada Provinciale fino a Verbicaro

In treno

Stazione ferroviaria Marcellina-Verbicaro-Orsomarso
Bus 21 (4 volte al giorno) 34 min € 2 - € 4
da Stazione Marcellina-Verbicaro-Orsomarso: Camminare per 3 min Circa 241 m fino a Marcellina Stazione Bus 21 a Verbicaro - Piazza Piave 

Stazione ferroviaria Scalea
Bus 21 da Scalea - Hotel Parco Principi a Verbicaro - Piazza Piave 46 min € 2 - € 3

Stazione ferroviaria Lamezia Terme Nicastro

Treno Lamezia Terme Nicastro - Lamezia Terme Centrale (Regionale ogni 3 ore) 12 min € 1 - € 3
Treno Scalea S. Domenica Talao (Intercity - Intercity Notte ogni 4 ore) 59 min € 15 - € 25
Bus 21 da Scalea Autostazione (4 volte al giorno) € 2 - € 4 a Verbicaro - Piazza Piave

In aereo

Aereoporto Lamezia Terme

Autobus da Lamezia Terme (giornaliero - 2 trasferimenti) 5 h 15 m
Nicastro-Rende (Cosenza - Autostazione) 1h 10 min € 7
Bus 7 (ogni 3 ore) 1h 30 min a Bivio Marcellinara € 5 - € 7
Bus 21 (4 volte al giorno) 35 min a Verbicaro - Piazza Piave € 1 - € 2

MAPPA itinerario


-
VERBICARO

Regione: Calabria
Provincia: Cosenza CS
Altitudine: 428 m slm
Superficie: 32.64 km quadrati
Abitanti: 2.903
Nome abitanti: Verbicaresi
Patrono: Madonna delle Grazie (2 luglio)
-
-
Grand architetTour - Questo libro appartiene al progetto dei "FotoViaggi nell'Italia delle Architetture e dei Paesaggi Culturali" col quale documento e mostro la stratificazione di architetture passate e presenti, paesaggi urbani ed antropizzati, su territori vissuti e trasformati. 
Territori e luoghi italiani, sconosciuti e spesso dimenticati.
Un racconto che si compone di 50 fotografie in bianco e nero, ordinate secondo la sequenza di ripresa, dedicate alle architetture e ai paesaggi culturali, urbani ed antropizzati di Verbicaro, borgo interno della Riviera dei Cedri, in Calabria, in provincia di Cosenza. 
Ai piedi dei primi monti del Parco nazionale del Pollino di cui fa parte, si estende lungo un pendio, scivolando con la zona moderna di palazzine che si innalzano le une vicino alle altre, come canne d’organo, che prepotenti si impongono allo sguardo, quasi spingendo giù le case aggrumate del centro storico che resistono stringendosi l’un l’altra.

Pubblicato: 7 agosto 2019
Pagine: 64
Rilegatura: Copertina morbida con rilegatura termica
Dimensioni: larghezza 21,59 cm x altezza 21,59 cm
Peso: 0,32 kg
Inchiostro Contenuto: Stampa in quadricromia
Lingua: Italiano
ISBN: 9780244808334

Prezzo: € 27.95 (IVA esclusa)
Support independent publishing: Buy this book on Lulu.
-
Se il reportage ti è piaciuto, perché non mi offri anche solo 1 € per sostenere il mio impegno non profit a favore dell’Italia minore con la M maiuscola

Contattatemi per maggiori informazioni

Cell: +39 320.2590773 - +39 348.2249595 (anche Whatsapp)

Commenti