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Filosofia

L'Italia è un Paese delle Meraviglie ricco di genius loci, che non finisce mai di meravigliare e stupire: in ogni angolo, anche nel più remoto, si può trovare bellezza e uomini impegnati in attività tramandate da secoli.

Il mio impegno di fotografo documentarista geografico svolto dal 1977, continua come divulgatore geografico per l'Italia dal 2005 con Penisolabella, attraverso un Grand Tour nell'Italia minore con la M maiuscola, il più grande giardino emozionale diffuso.
Filosofo, Sociologo, Antropologo, racconto l'Italia per far conoscere la grande bellezza del più grande giardino emozionale diffuso, patrimonio materiale e immateriale dell'umanità.
Portatore sano di pensiero laterale creativo ritengo il mio lavoro un mondo aperto alle continue suggestioni e conoscenze della vita; una passione che è ragion d'essere.

Un Grand Tour che realizzo con lentezza, attraverso un lavoro certosino, come un amanuense digitale, raccogliendo e rielaborando tutto quello che la biblioteca multimediale di internet offre, unitamente al cartaceo: testi con uso di video per rendere più coinvolgentie la lettura dei raccconti di luoghi e territori.
Penisolabella è un'opera creativa, d'arte work in progress; un mosaico, le cui tessere si giustappongono giorno per giorno, luogo per luogo, comune per comune.
Penisolabella è uno Storytelling Visuale, ispirato dal genius loci di luoghi e territori, fatto di biodiversità, ambiente, paesaggio naturale ed antropizzato, identità materiali e immateriali.

Quindi, dopo 40 anni di viaggi, grazie all'avvento di internet, mi sono trasformato in un viaggiatore resiliente in Italia.
Il mio progetto è raccontare l'Italia, da meridionalista convinto quale sono, a cominciare dal Sud, in quanto laboratorio di eccellenze, atmosfere, bellezza, che si sono mantenuti uguali nel tempo.
Come fecero alla fine del 1700 e gli inizi del 1800, viaggiatori-scrittori-geografi per le nostre terre meridionali, che andavano in giro, per descriverle, un po' scrivendo per consacrare la loro fama ai posteri, un po' il viaggio lo facevano attorno alla loro camera.
Molto spesso le descrizioni le ricavavano da fidati corrispondenti, come diremmo oggi con linguaggio giornalistico.
Anche io, meridionalista, oggi uso lo stesso sistema con uso di Internet, assemblando e rielaborando tutto quello che internet mi offre (dai testi ai video).
Si dice navigare in internet, ebbene sì, io ho intrapreso la navigazione alla Ulisse, una navigazione curiosa, di scoperta, d'avventura; ma anche una navigazione alla Cristoforo Colombo, con una piano preciso, con carte nautiche e portolani ed una meta prefissata, ma che, a sorpresa, mi porta a scoprire altre terre ed altre conoscenze.

Uno dei viaggiatori-scrittori fu Lorenzo Giustiniani, autore di un "Dizionario Geografico Ragionato del Regno di Napoli".
Il ponderoso lavoro fu dedicato al Re delle Due Sicilie, e nella dedica il Giustiniani invoca, dal Monarca, «... la sua alta protezione…onde riuscir possa la mia opra fruttuosa a' sudditi non meno che a li stranieri ...».
Chiesta la protezione del Re, e magari anche il suo concreto contributo in danaro per scrivere e andare in giro e ricevere le corrispondenze.

Io oggi sottoscrivo appieno, dedicando a voi tutti lettori che siete i miei sovrani, dicendovi, se apprezzate il mio lavoro, non ricco e famoso ma solo utile e felice, ricordate che ho bisogno del vostro concreto contributo in danaro per scrivere e andare in giro e ricevere le corrispondenze.




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L'idea mi è venuta dall'urgenza di dare risposta alla mia voglia di conoscere il mio Bel Paese, patrimonio dell'umanità, e, successivamente, rispondere all'emergenza di salvare la conoscenza geografica degli italiani, del proprio Paese per far riflettere sul passato presente e futuro.
Insegnare a vivere consapevolmente, i territori e luoghi vissuti quotidianamente.
Un progetto etico-estetico che parte dalla convinzione che, per vivere, non basta avere beni materiali, ma anche cultura e conoscenza di chi siamo e da dove veniamo.


Tutto inizia dal genius loci, quindi, dallo spirito guida (genius) del luogo (loci), come nel mondo antico, in cui si associava ai luoghi e ai paesaggi naturali la presenza di una divinità che ne costituiva il nume tutelare.
Genius loci è Paesaggio, Ambiente, Architettura, è la storia e le arti, le tradizioni e le tipicità che determinano il carattere dei luoghi da come le cose sono, offrendo all'indagine una base per lo studio dei fenomeni concreti della nostra vita quotidiana. 
Solo in questo modo si afferra completamente lo "spirito del luogo" che gli antichi riconobbero come quella realtà con cui l'uomo deve scendere a patti per acquisire la possibilità di vivere ed abitare.
Esiste il "linguaggio dei luoghi", qualcosa  che può paragonarsi al dialetto che di primo acchitto, ascoltando anche poche parole, permette di individuare con certezza un luogo, un territorio, una regione di appartenenza e, in qualche caso, anche un insediamento determinato e finanche un quartiere.


Da quando sono nato, sono stato sempre criticato per la mia lentezza; quando ho seguito gli studi artistici, perché contemplativo in quanto amavo il figurativo; me ne sono fatto persuaso, e fiero di esserlo, ho fatto di queste "criticità" la mia bandiera.

Racconto e divulgo con impegno di cittadinanza attiva, spirito di servizio, senso di responsabilità e dovere, per favorire la costruzione dello spirito di cittadinanza, l'orgoglio di sentirsi e dirsi italiani.

Filosofo, Sociologo, Antropologo, non ho ricette, ma come uomo per gli altri, sento la necessità della parresia (diritto dovere di dire la verità) di condividere il mio carisma e i miei talenti; auspico che la mia chiave di lettura e la mia opera di divulgatore, possano rendere visibile ciò che spesso risulta inosservato o invisibile, stimolando una nuova consapevolezza e percezione visiva, contribuendo a migliorare il senso identitario delle popolazioni alle quali mostro i luoghi vissuti quotidianamente, di cui fanno parte e che li pervadono, di cui sono parte e storia essi stessiContribuendo a creare immaginario collettivo negli italiani, e dei giovani, che, colpevolmente, ignorano la bellezza e le potenzialità del nostro grande Paese.

Penisolabella è una dichiarazione d'amore per la bellezza dell'Italia che raccoglie, come detto, i lavori dei miei progetti, ma anche le migliaia di racconti raccolti in rete.
L'idea nasce dal mio amore appassionato incondizionato spassionato per il mio paese, l'Italia ed il Sud in particolare; dalla convinzione che troppi sono i detrattori, per calcolo, malafede e ignoranza intesa come non conoscenza del Paese in cui viviamo.
Sono partito dallo spirito degli viaggiatori del Grand Tour, ad iniziare da Wolfgang Goethe e dall'idea di dare vita e visibilità alle parole scritte nei loro diari, percorrendo le strade raccontate nei vari Viaggi in Italia scritti da allora ad oggi, fotografando i luoghi da loro visitati.

Il nome parte dalla lettura del Bel Paese dell'Abate Stoppani per arrivare ad un termine che abbracciasse l'Italia intera, dalla Penisola all'isola Bella, dal Lago Maggiore a Taormina, dal Piemonte alla Sicilia, le mie radici familiari.
L'isola Bella piemontese, realizzata dalla nobiltà, come un vascello che naviga tranquillo nel Lago Maggiore, con a bordo un giardino emozionale ricco di verde e immerso in uno dei paesaggi unici italiani apprezzati da amata da poeti, scrittori, viaggiatori del Gran Tour e non solo, da Wolfgang Goethe a Ernest Hemingway, da Corrado Alvaro a Guido Piovene, solo per citarne alcuni.
L'isola Bella siciliana la cui esigua distanza dalla costa a volte, a causa della marea, si annulla, rendendola appunto una penisola Bella. Chiamata anche la "perla del Mediterraneo" il suo nome fu coniato dal barone tedesco, Wilhelm von Gloeden, che ne diffuse in tutto il mondo il valore artistico dell'isola.

Penisolabella, è l'Italia nata dall'opera congiunta di nobili famiglie e grandi artisti, architetti ed urbanisti, monaci e popolazioni; vascello che naviga nel grande lago del Mar Mediterraneo.

Un paesaggio, con tutto ciò che contiene, è come un’opera d’arte, ma molto più complessa: un artista realizza un'opera, come gli architetti colline, pianure, coste; ma nei due casi, non sempre l’intervento artistico ha un risultato esteticamente armonioso; gli architetti chiamati a dipingere, a volte fanno i graffitari.
Inoltre, il paesaggio è più corale e sempre in divenire, in quanto, anche chi lo abita li trasforma, con l’uso e l’abuso. 
Tutti questi interventi costituiscono l’identità materiale e immateriale culturale e spirituale dei territori. 
Paesaggio è il luogo al quale si appartiene senza averne, spesso, coscienza dell’appartenenza. 
Ogni cultura instaura il suo rapporto con la natura, creando luoghi con determinati caratteri, attraverso diverse scelte, scopi, intendimenti: luoghi divenuti, di conseguenza, specchio della storia, della cultura e delle società che li hanno promossi. 
Documenti della natura, delle architetture e della storia, i paesaggi sono sintesi del vivere umano e quotidiano: ciascuno con la propria peculiarità, espressione di una data libertà. 
La formazione del paesaggio è connessa ai suoi abitanti come gli abitanti sono connessi al proprio paesaggio, al complesso dell’immagine del proprio mondo quotidiano rilevato attraverso la contemplazione e la lettura per immagini operata attraverso la fotografia. 
Tra abitanti e luoghi abitati il legame è stretto e vitale, etico ed estetico e il paesaggio ne rappresenta lo spazio dove si legge la sua storia nella sua complessità con le sue stratificazioni e sovrapposizioni. 
Ogni momento storico può essere individuato nel paesaggio, luogo che accoglie le relazioni tra uomo e natura: rappresenta il risultato di un moto perpetuo, continuo, di trasformazione, risalente alle origini stesse del territorio e alla sua personalità primaria. 
Pertanto, ogni paesaggio è natura trasformata dall’uomo nel corso della storia; ma, concettualmente differente dalla natura, a volte armonizzato con essa (in passato) a volte imposto (nel presente). 
La natura, in sé e per sé, non è altro che la vita corale, spontanea, nella quale il creato e le sue creature, esistono e convivono interconnessi armonicamente, secondo leggi cosmiche. 
Come unità di una totalità, la natura è priva di contorni, mentre ciascun paesaggio, pur nella convivenza e interazione tra paesaggi limitrofi, è ben delimitato e compreso in un orizzonte momentaneo o durevole: è un rilievo individuale, individuabile, caratterizzato e caratterizzante rispetto all'unità indissolubile della natura in cui è inserito. 
In ogni paesaggio c’è il nostro passato e il nostro presente, con usi e abusi, che dovremmo tramandare alle generazioni future con rispetto e tutela. 
Occorre una visione globale del vivere e dell'ambiente, come scenario della storia all'interno del rapporto natura-cultura-architettura: una visione del mondo che riconduce l'uomo al sentimento responsabile della conservazione del paesaggio, come ambito complessivo della vita. 

Per questo, formare la coscienza identitaria è compito quanto mai urgente, educare ad uno stile di vita non consumista, alla bellezza, per risvegliare il senso di appartenenza e di cittadinanza.

Per raccontare tutto ciò, uso la narrazione basata sull'immagine fotografica sinestetica, ricordando ciò che affermò Goethe a proposito della forza dell'immagine: “La pittura è capace di creare con i quadri un mondo visibile assai più compiuto di quanto possa essere quello reale”.
La fotografia per me è vita e la vita è emozione narrata contratta in poche righe di forti emozioni: "m'illumino d'immenso" di Ungaretti, per raccontare costretta in una sintesi simile allo scatto fotografico che contiene tutto. 
A volte, uno scatto fotografico equivale ad uno schizzo: pochi tratti che sanno esprimere e contenere il tutto.
Fotografo solitario, filosofo meditabondo, uso la Fotografia in bianco e nero per immagini metasinestetiche, perché la sua forza espressiva non ha bisogno di una tavolozza per colorare pensieri emozioni e spazi, bastandogli un soggetto con luci ed ombre, bianchi neri e una scala di grigi per raccontane l'essenza e l'esperienza che voglio raccontare.
Architetto Fotografo Meridionalista, posso contare su un'arma comunicativa in più: l'immagine che vale più di mille parole; l'immagine è strumento di comunicazione universale, in grado di coinvolgere tutti ed ognuno, con la sua sintesi e immediatezza; attraverso la sua forza evocativa, la potenza testimoniale, supportate da un linguaggio esteticamente “accattivante”, largamente comprensibile.
Meglio delle parole, le immagini, creano icone emozionali, in grado di coinvolgere, divulgare, sensibilizzare, creare opinione pubblica, rappresentando uno strumento molto potente. 

Non mi importa che nei miei Viaggi nell'Italia delle architetture vi siano il Duomo di Milano o il Colosseo, o le architetture del Bernini e/o del Borromini; i centri cittadini, piuttosto voglio che il mio vedere arricchisca l’immaginario soggettivo e collettivo con la città contemporanea delle periferie, quelle progettate dalle amministrazioni e quelle diffuse e disordinate, nate spontaneamente. 

Non appongo solo una firma di prestigio, ma mi coinvolgo col mio stile espressivo, il linguaggio interpretativo, denso di soggettività. Il linguaggio fotografico favorisce una lettura della trasformazione stratificata del Paese Italia. La foto diventa un documento su cui lo sguardo si esercita per offrire elementi di discussione meno astratti nella lettura del territorio.



NE' RICCO NE' FAMOSO MA SOLO UTILE E FELICE, lavoro non profit nell'ottica della Sharing Economy (Economia Condivisa), nella convinzione che la comunicazione visiva della bellezza, arricchisca mente e spirito, evitando l’imbarbarimento di singoli e società; contribuendo a migliorare “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.

Ho scelto uno stile di vita semplice, semplicità volontaria, sobrio ed essenziale è vivere in maniera ascetica, accontentandomi di poco, l'essenziale, niente sprechi, un'alimentazione frugale, consapevole e felice di esser vivo; adotto la dieta - dal greco δίαιτα, dìaita, «modo di vivere» -, stile di vita consapevole, etico-responsabile ed eco-sostenibile, lento: 5 sensi + 2 mente e cuore; artista, filosofo, creativo, ascetico, visionario, contemplativo, lento, calmo e paziente per nascita e per scelta, mi muovo al ritmo di Kalipé - Va passo lento e corto - l'augurio tibetano lavoro con sguardo lento, viaggio in treno, e vivo praticando l'ozio meditativo e creativo e le pause estatiche esteticheViaggio a passo lento (60 metri al minuto, rilevazione di Google) con uso di sigaro toscano, macchina fotografica al collo, computer online, e con sguardo attento sempre pronto a riprenderenarrando  pensieri con immagini che rendono visibile l'invisibile.

Fin da ragazzo sono stato abituato ad impegnarmi direttamente per rendermi utile alle cause che scelgo di combattere; la scelta dell'impegno politico e di cittadinanza attiva, si concretizzò con l'uso della Fotografia, per narrare bellezza, visioni, pensieri, riflessioni, proposte.


Lavoro non profit nell'ottica della Sharing Economy, sostenendomi con la vendita delle mie opere.
Realizzo e pubblico online e diffondo attraverso i miei blog giuseppecocco, penisolabella e sui social network: Twitter - Facebook - Google + - Pinterest - Instagram; li geolocalizzo attraverso Google Map;

"Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi e vede aprirsi magicamente il mondo, perché andare a piedi è sfogliare il libro e invece correre è guardarne solo la copertina.
Bisogna essere lenti, amare le soste per guardare il cammino fatto, sentire la stanchezza conquistare come una malinconia le membra, invidiare l'anarchia dolce di chi inventa di momento in momento la strada.
Bisogna imparare a star da sé e aspettare in silenzio, ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani.
Andare lenti é incontrare cani senza travolgerli, è dare i nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce, è trovare una panchina, è portarsi dentro i propri pensieri lasciandoli affiorare a seconda della strada, bolle che salgono a galla e che quando son forti scoppiano e vanno a confondersi al cielo.
E' suscitare un pensiero involontario e non progettante, non il risultato dello scopo e della volontà, ma il pensiero necessario, quello che viene su da solo, da un accordo tra mente e mondo." (Da "Il pensiero meridiano" di Franco Cassano)



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