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Ricordo del viaggio in Albania del 1992

Foto Grand architetTour - Roma EUR


Chi percorre il Grand architetTour rigorosamente lentamente a piedi, apprestandosi a percorrere Roma, impegnando gambe e occhi, spazia tra il fascino e la ricchezza della sua stratificazione storica unica al mondo: la Roma antica, quella papale, rinascimentale, barocca, ottocentesca e poi, spostandosi dal centro storico, in direzione del mare, la Roma dell’EUR.

L’EUR (anche noto come Eur o E.U.R., in origine acronimo di Esposizione Universale di Roma) è un complesso urbanistico e architettonico di Roma, identificato per antonomasia con il trentaduesimo quartiere di Roma, oggi denominato quartiere Europa.



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Ammirato a livello internazionale, l’EUR conquista e affascina per l’anima classica del suo impianto urbanistico, caratterizzato da assi visuali impreziositi dalle architetture razionaliste fasciste, monumentali ed eleganti, che rivestite di marmi e travertino, dialogano con gli edifici nati successivamente, in acciaio e vetro concepiti per dare all’EUR un’immagine nuova, di tipo direzionale. 
Il quartiere s’ispirava anche alla città ideale espressa nel Rinascimento: perfetta, ordinata e razionale, dallo schema rigorosamente geometrico.
Quest’area di città certamente, già al suo inizio e nel tempo, è stato un’occasione per un grande laboratorio architettonico, fatto di interventi di singoli architetti, frammisti a numerosi progetti di CoWorking.
Appare come un’immensa scenografia che infatti, spesso è stata utilizzata dal cinema: da Roberto Rossellini con “Roma città aperta” nel 1945, da Fellini, Antonioni, Bertolucci fino ad arrivare a Paolo Sorrentino con “La grande bellezza” e alla figlia dell’autore del nuovo Palazzo dei Congressi, la cosiddetta “Nuvola”, Elisa Fuksas, che vi ha ambientato nel 2013 il suo film Nina.


IL PERCORSO DI VISITA

L’EUR è consigliabile visitarlo nei fine settimana o d’estate, quando si svuota del traffico feriale, assumendo un aspetto più pedonale.

Nucleo centrale dell’Esposizione, è Piazza Guglielmo Marconi, in origine Piazza Imperiale, (1939 degli architetti Fariello, Muratori, Quaroni, Moretti), con la stele ricoperta di marmo di Carrara (1937–59 scolpita da Dazzi) dedicata all’inventore della radio. 
Una piazza dei musei: dal Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, al Museo Nazionale dell’Alto Medioevo di Roma, al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari (1938 degli architetti Castellazzi, Morresi, Vitellozzi), completata a fronte dal Grattacielo Italia (1959–60 dell’architetto Mattioni), edificato sull’area che era stata destinata al Teatro Imperiale (dell’architetto Moretti) mai realizzato, come i musei dedicati all‘arte antica, moderna e della scienza. 
Una quinta di colonne raccorda il Museo Nazionale Preistorico Etnografico e il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari. 
Dalla piazza percorriamo verso nord la via Cristoforo Colombo, un tempo via Imperiale, nata per collegare il centro storico di Roma al mare e raggiungiamo uno dei tre assi principali, viale della Civiltà e del Lavoro, che presenta agli estremi il Palazzo della Civiltà e del Lavoro, il cosiddetto colosseo quadrato, l’icona dell’EUR, e il Palazzo dei Congressi.

La strada delimita un’altra piazza, Piazza delle Nazioni Unite, già Piazza delle Esedre, l’atrio del quartiere espositivo dove sarebbero stati accolti i visitatori, caratterizzata dai Palazzi dell’INA e dell’INPS (1938-52 degli architetti Muzio, Paniconi, Pediconi), che con i suoi emicicli rivestiti di marmo proveniente dalle Alpi Apuane, avrebbero dovuto rappresentare le quinte architettoniche della Porta Imperiale mai realizzata. La facciata dei due edifici si sviluppa su tre livelli con al pianterreno pilastri in due ordini; il suo impianto ricorda quello dei Mercati Traianei.



In piazza Kennedy possiamo contemplare il Palazzo dei Congressi (1937-1954 dell’architetto Libera), che, spiace dirlo, ha una linea molto più gradevole e interessante del nuovo contenitore progettato dall’architetto Fuksas, un parallelepipedo di vetro, sgraziato e molto simile ad un hangar aeroportuale. 
Rivestito interamente in travertino, doveva ospitare i congressi e i ricevimenti ufficiali durante l’Esposizione e presenta due ingressi distinti e opposti; il lato rivolto sulla piazza, verso il Palazzo della Civiltà e del Lavoro, è rappresentativo, con un nartece di 14 colonne monolitiche e consentiva l’accesso alla Sala dei Ricevimenti; quello su Viale delle Pittura invece, è costituito da un’elegante bocca rettangolare che incornicia una grande vetrata che dava accesso alla Sala dei Congressi. 
L’edificio è caratterizzato da un corpo centrale cubico alto circa 40 metri sormontato da una volta a crociera, con lunette vetrate, in grado di contenere esattamente il Pantheon. 
Sulla terrazza è presente un teatro all’aperto che guarda i Castelli Romani.
Proseguendo in via della Letteratura, svoltando su via dell’Arte, sulla sinistra si apre su piazza G. Agnelli il complesso commissionato dalla FIAT (1939-1952 degli architetti Aschieri, Bernardini, Pascoletti, Peressutti), con due corpi speculari rivestiti in peperino e collegati da un portico di colonne in travertino rialzate su una gradinata, che in un eccesso di monumentalità, costituiscono una quinta scenografica; destinati a contenitori museali, ospitano il Museo della Civiltà Romana, il Museo dell’Astronomia e il Planetario
Sulla sinistra scendendo verso viale Europa, il grattacielo dell'Inail con i suoi quadrati bianchi e azzurri che si confondono col cielo. In precedenza è stato la sede dell'Alitalia e dell'IBM.
Più a sud si trova l’Archivio Centrale dello Stato (1938-1942 degli architetti De Renzi, Pollini, Figini) che doveva essere destinato ad ospitare in occasione dell’Esposizione Universale, le mostre delle Forze armate e dell’Autarchia, Corporativismo e Previdenza Sociale. 
Il complesso venne ultimato negli anni ’50 secondo il progetto originale costituito da tre corpi di fabbrica disposti attorno ad un piazzale rettangolare, che rimanda a una agorà greca. 

L’edificio centrale è preceduto da una gradinata monumentale e circondato da un porticato a pilastri al piano terra e da un loggiato a colonne su due piani.

L’Archivio Centrale costituisce l’estremo di un altro asse importante, viale Europa, via dello shopping, che ha nel fondale prospettico alberato, in posizione elevata, la Basilica dei SS Pietro e Paolo



Nel primo tratto di viale Europa sono presenti sulla sinistra, i due edifici della ex sede del Ministero delle Finanze (1957–62 degli architetti Cafiero, Ligini, Marinucci, Venturi) oggi resi spettrali perché riportati allo scheletro in cemento armato; a sinistra il discusso, brutto e sgraziato, Palazzo dei Congressi La Teca, contenitore in vetro de La Nuvola dell’architetto Massimiliano Fuksas, affiancato da La Lama, un albergo di 439 camere di cui 7 suites, parallelepipedo nero, invasivo ed oppressivo, che ha una hall a tutta altezza, contenente gli ascensori panoramici che collegano i vari piani tramite passerelle sospese nello spazio vuoto. Il vuoto di circa 20 mt di larghezza, lascia vedere la teca e la nuvola retrostanti creando uno scorcio di notevole impatto.



Arrivando sulla Colombo, svoltando a sinistra si raggiunge il Parco Centrale (1951-62) con il laghetto artificiale, realizzato su una naturale depressione.
Nel progetto originario dell’architetto Piacentini doveva essere il punto più scenografico e costituire il fondale prospettico della via Imperiale e l’architetto Raffaele de Vico, consulente già dal ’39 per le aree verdi, quando ripresero i cantieri, riuscì a riprogettarla con lo stesso spirito, di concerto con l’ingegnere Giorgio Biuso, direttore dei servizi di architettura e urbanistica dell’Ente EUR e responsabile della parte idraulica e strutturale. 
La soluzione adottata fu un bacino artificiale di circa 1 Km di lunghezza, ortogonale all'asse del tracciato della via Cristoforo Colombo che lo sovrappassa con due ponti, e la cui larghezza varia da un minimo di 60 a un massimo di 130 metri per una superficie totale di poco più di ottantamila metri quadri; la profondità è variabile dai due ai quattro metri.



L’area intorno al laghetto è la più vivace della zona, tra attività ricreative e sportive; in primavera è un tripudio di fiori, quelli in particolare dei ciliegi che corrono lungo il percorso denominato “Passeggiata del Giappone”, dono della città di Tokio.
Sotto il livello del lago è stato realizzato il nuovo Acquario di Roma, una struttura dedicata al mondo marino, in cui trovano spazio vasche per i pesci, auditorium e area commerciale. 

Un progetto analogo era stato ipotizzato già nel ‘37 dagli architetti de Vico e Piacentini per realizzare, in un‘area sommersa nella zona centrale del lago, una “Sala dell’Acquario”.

In origine il parco, in cima ad un organo di fontane, doveva essere coronato da quello che sarebbe stato il simbolo dell’E42, un arco trionfale in duralluminio (m. 330 di luce) progettato dall’architetto Libera e mai realizzato.


Al suo posto venne realizzato il Palazzo dello Sport (1956-60 dell’architetto Piacentini e dell’ingegnere e architetto Nervi), oggi denominato Palalottomatica; a pianta circolare con una sala per 16.000 spettatori costruito in occasione delle Olimpiadi del 1960: la struttura ospita eventi sportivi, convegni e concerti. 
A fronte è stata disposta un monumento bronzeo-dorato a forma di cono, dello scultore Pomodoro.



Su una piccola collina l’architettura “spaziale” del serbatoio idrico denominato “Fungo“ (1957-59 degli architetti Colosimo e Capozza), torre piezometrica che regola la rete antincendio e di innaffiamento del quartiere, e che ospita un ristorante panoramico.



Sul lato orientale si specchia nel lago il grattacielo dell’ENI (1960-62 dell’architetto Bacigalupo), edificio per uffici di 21 piani in struttura di acciaio, serramenti in alluminio e completamente vetrato verde. 
Sull’altro lato a fronte, in viale Umberto Tupini il palazzo dell’Unicredit (già Banca di Roma), per lungo tempo rimasto allo stato di scheletro, bloccato da cavilli burocratici risolti dall’intervento e dalla firma dell’ingegner Giovanni Cocco (mio padre), funzionario dirigente del Comune di Roma.



Ancora affacciato al laghetto, il terrificante, nero Grattacielo delle Poste (noto anche con vari nomi tra cui Edificio delle Poste, Torre del Ministero delle Poste, Palazzo delle Poste o Torri delle Poste), un grattacielo, costruito tra il 1969 e il 1976, dalla pianta a croce greca situato tra via Cristoforo Colombo, viale America e viale Europa a Roma nel quartiere futuristico dell'Eur, progettato dagli architetti G.Biuso, P. Ferri , L. Foderà, M. Paniconi, G. Pediconi e L.Vagnetti.



Lasciato il laghetto, raggiunto di nuovo viale Europa, in fondo a sinistra la larga scalinata che conduce alla Basilica dei SS Pietro e Paolo (1938-1955 degli architetti  Foschini, Vetriano, Energici), collocata nel punto più alto del quartiere, dal quale si gode la vista, a fronte, fini ai Castelli Romani, e alle spalle, sulla vallata del Tevere, dal quartiere della Magliana alla collina del Trullo; percorrere la scalinata è quasi uno distacco terreno, con un impianto a croce greca, cupola in cemento armato rivestita di ardesia che poggia su un tamburo con aperture circolari, nel suo apparato decorativo racconta la storia dei due apostoli. 
Insieme al Palazzo della Civiltà Italiana, dopo la loro realizzazione, sono diventati i simboli del quartiere e hanno ridisegnato lo skyline della città. 
Risalendo viale Beethoven, sullo sfondo, compare il porticato del Palazzo per gli Uffici (1937-39 dell’architetto Minnucci), sede oggi come allora dell’Ente Autonomo, che ospitava anche l’Ufficio Tecnico. 
Questo edificio, costituito da due corpi di fabbrica perpendicolari, uno quadrato a corte, sede del commissariato, l‘altro a doppia altezza per il pubblico, è stato il primo ad essere completamente realizzato e attivo prima della guerra. 
La parte che si affaccia su una fontana e che doveva accogliere la biglietteria dell’Esposizione, presenta in alto la scritta “profetica”: “La terza Roma si dilaterà sopra agli altri colli lungo le rive del fiume sacro sino alle spiagge del Tirreno”, a ricordare gli obiettivi di Mussolini e del regime. 

Curiosità, a livello del secondo piano interrato è ancora conservato un rifugio antiaereo.

A fronte il Ristorante Ufficiale dell’Ente (1939-42 dell’architetto Ettore Rossi), destinato al ristoro dei visitatori e del personale dell’Ente, attualmente sede degli uffici del Piano Regolatore, alle spalle del quale, in piazzale Luigi Sturzo, il famoso palazzo della Democrazia Cristiana.



Al termine del Viale della Civiltà del Lavoro, due corsie con al centro aiuole e fontane, svetta imponente e fiero, poggiato su una base rialzata con scalee, il Palazzo della Civiltà e del Lavoro o Palazzo della Civiltà Italiana (1938-43 degli architetti Guerrini, La Padula, Romano) che celebra le arti e i mestieri del popolo italiano attraverso 28 sculture collocate nella prima fila di archi, e su tutte e quattro le facciate in alto, con l’iscrizione: “Un Popolo di Poeti di Artisti di Eroi di Santi di Pensatori di Scienziati di Navigatori di Trasmigratori”. Struttura in cemento armato rivestita di travertino è un susseguirsi di archi che rievocano il Colosseo, per questo denominato anche “Colosseo Quadrato“. 

A partire dal 2015 ospita il quartier generale della casa di moda Fendi e uno spazio espositivo dedicato al Made in Italy.

L’EUR, oltre che zona residenziale, è sede di uffici, sia pubblici che privati, tra cui sono da ricordare la Confindustria (a ridosso del Palazzo della Civiltà e del Lavoro), il Ministero della Salute, il Ministero delle Comunicazioni, il Ministero dell’Ambiente, la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) (al lato del Palazzo dei Congressi), l’ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero) (in Piazza Luigi Sturzo), alle due estremità del laghetto, la sede centrale dell’ENI nel grattacielo verde e la sede centrale di Unicredit, la sede centrale delle Poste Italiane, la sede dell’INAIL, collocata nella torre omonima, la sede dell’INPS nonché le sedi italiane di numerose multinazionali.



L’EUR ospita, inoltre, scuole di ogni ordine e grado, tra cui la scuola elementare, oggi denominata semplicemente “EUR”, frequentata dal sottoscritto, accanto alla Caserma dei Vigili del Fuoco e di fronte al Liceo Classico Statale “Francesco Vivona”; altri importanti istituti di istruzione superiore il Liceo Scientifico Statale “Stanislao Cannizzaro”, l’Istituto Tecnico Statale “Vincenzo Arangio-Ruiz”, l’Istituto d’Istruzione Superiore Statale “Leon Battista Alberti”, l’Istituto Massimiliano Massimo della Compagnia di Gesù (che tra gli ex-alunni annovera Ettore Majorana, Luca Cordero di Montezemolo, Francesco Rutelli, Mario Draghi, e più modestamente, il sottoscritto). 

Ci sono anche strutture sportive di rilievo, su tutte il complesso delle Tre Fontane gestito dal CONI.

Per giungere all’EUR dal centro di Roma, basterà prendere la linea B della Metropolitana, direzione Laurentina e scendere a piacimento, alle fermate della Magliana, Eur Fermi o Palasport.

Per approfondimenti nel web:

E nacque l’Eur. “Tradizione vs modernita”; quando Piacentini sconfisse i giovani razionalisti.
di Francesco MONTUORI
(vedi articolo


www.romaeur.it

www.eur.roma.it

EUR SpA La Società e il Patrimonio


Questo libro appartiene al progetto dei "Foto Grand Tour” FotoViaggi nell'Italia delle Architetture e dei Paesaggi Culturali col quale racconto 
Territori e luoghi italiani, identità materiali e immateriali, sconosciuti e spesso dimenticati, grande giardino emozionale diffuso.
Un racconto che si compone di 202 pagine, 27 di diario e informazioni, più 176 di fotografie in bianco e nero, ordinate secondo la sequenza di ripresa.
L’EUR (acronimo di Esposizione Universale di Roma) è un complesso urbanistico e architettonico di Roma, oggi denominato quartiere Europa.

Pubblicato: 30 agosto 2019
Pagine: 202
Rilegatura: Copertina morbida con rilegatura termica
Dimensioni: larghezza 21,59 cm x altezza 21,59 cm
Peso: 0,81 kg
Inchiostro Contenuto: Stampa in quadricromia
Lingua: Italiano
ISBN: 9780244214029

Prezzo: € 60.95 (IVA esclusa)

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